PFAS negli Imballaggi Alimentari: Cosa Cambia con la Nuova Normativa Europea 🧪

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Ci sono cambiamenti in un imballaggio che si vedono a prima vista. Altri riguardano qualcosa di molto meno evidente: la sua composizione. I PFAS negli imballaggi alimentari sono da tempo al centro del dibattito su packaging, sicurezza e ambiente. E agosto 2026 segna un momento particolarmente importante: iniziano ad applicarsi nuovi limiti europei per queste sostanze negli imballaggi destinati al contatto con gli alimenti.

Questo riguarda direttamente un settore in cui scatole, vassoi, vaschette, involucri e altri formati fanno parte del servizio quotidiano di ristoranti, caffetterie, catering, food truck e attività di cibo da asporto. In Monouso, alcuni prodotti che facevano già parte del nostro catalogo iniziano ora a mostrare una caratteristica che acquista particolare rilevanza: la loro identificazione come imballaggi senza PFAS secondo le informazioni fornite dai produttori.

Ma cosa sono realmente queste sostanze? Perché sono state utilizzate in determinati imballaggi? E cosa cambia con la nuova normativa?

Anche il packaging cambia dall’interno

I PFAS sono una famiglia molto ampia di sostanze chimiche sintetiche utilizzate da decenni in numerose applicazioni. Una delle ragioni è la loro capacità di conferire proprietà come resistenza all’acqua, agli oli e ai grassi, il che spiega perché determinati PFAS siano stati utilizzati anche nel mondo del packaging alimentare, soprattutto in alcune soluzioni destinate a contenere alimenti grassi o umidi.

Il problema risiede in un’altra delle loro caratteristiche: sono sostanze estremamente persistenti nell’ambiente. Possono rimanere per lunghi periodi senza degradarsi facilmente, motivo per cui la loro presenza e il loro utilizzo hanno ricevuto un’attenzione normativa sempre maggiore. E il packaging alimentare non è rimasto escluso.

Il 2026 segna un cambiamento per gli imballaggi alimentari

Il Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, noto come PPWR, introduce numerosi cambiamenti che verranno applicati progressivamente nei prossimi anni. Riciclabilità, riutilizzo, etichettatura, riduzione dei rifiuti e composizione dei materiali sono alcuni degli aspetti contemplati.

Ma c’è una data particolarmente rilevante per gli imballaggi a contatto con gli alimenti: il 12 agosto 2026. Da quel momento, la normativa stabilisce limiti massimi per determinate concentrazioni di PFAS nei nuovi imballaggi alimentari immessi sul mercato europeo. Non è una questione che riguarda esclusivamente i produttori di packaging, ma è interessante anche per chi utilizza questi prodotti ogni giorno e vuole capire perché alcune caratteristiche degli imballaggi stanno cambiando.

Infatti, l’OCU ha recentemente dedicato un articolo a spiegare i principali cambiamenti introdotti dal nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi, indicando proprio i limiti ai PFAS negli imballaggi alimentari come una delle prime misure che iniziano ad applicarsi da agosto 2026.

PFAS negli imballaggi alimentari e nuova normativa europea

Cosa richiede esattamente la nuova normativa?

La normativa non stabilisce semplicemente una regola del tipo “contiene PFAS” o “non contiene PFAS”, ma fissa concentrazioni massime consentite per queste sostanze negli imballaggi destinati a entrare in contatto con gli alimenti. Tra i limiti stabiliti figurano 25 ppb per un singolo PFAS analizzato specificamente, 250 ppb per la somma di determinati PFAS e 50 ppm per i PFAS totali, secondo le condizioni previste dal Regolamento stesso.

Può sembrare molto tecnico, ma l’obiettivo si comprende in modo molto più semplice: ridurre la presenza di queste sostanze nel packaging che entra in contatto con i nostri alimenti. Questo sta favorendo un’evoluzione nei materiali, nei trattamenti e nelle soluzioni barriera.

Quindi, cosa significa che un imballaggio è PFAS FREE?

È probabilmente una delle domande che inizieremo a incontrare più spesso. L’indicazione PFAS FREE fa riferimento a una caratteristica dichiarata per un determinato prodotto rispetto alla presenza o all’utilizzo di queste sostanze. Viene spesso utilizzata per identificare soluzioni sviluppate senza PFAS aggiunti intenzionalmente, anche se è sempre importante fare riferimento alla dichiarazione e alla documentazione specifica fornita da ciascun produttore.

E qui c’è una differenza importante: rispettare la nuova normativa europea ed essere identificati commercialmente come PFAS FREE non sono esattamente la stessa cosa. Il Regolamento stabilisce limiti massimi di concentrazione, mentre l’indicazione PFAS FREE è una dichiarazione relativa alle caratteristiche specifiche del prodotto.

Per questo motivo, in Monouso inseriamo questa identificazione solo nelle referenze per le quali disponiamo delle informazioni corrispondenti fornite dal produttore.

Non sono prodotti nuovi: ciò che cambia è la loro composizione

Questo cambiamento non significa che siano arrivati nuovi prodotti nel catalogo. Parliamo di imballaggi che già conoscevi e utilizzavi, ma la cui composizione si è evoluta per adattarsi alle nuove esigenze del packaging alimentare. I produttori stanno riformulando determinati materiali e trattamenti per offrire soluzioni senza PFAS aggiunti intenzionalmente, mantenendo la funzionalità necessaria per ogni tipo di imballaggio.

Per questo motivo, alcune referenze Monouso già disponibili, come la gamma di bowl Bepulp, hanno visto evolvere la propria composizione e iniziano ora a includere questa nuova caratteristica nella scheda prodotto. Il design, il formato o l’applicazione possono rimanere gli stessi: ciò che evolve è quello che fa parte dell’imballaggio stesso.

È possibile ottenere resistenza ai grassi senza questi composti?

È un dubbio comprensibile. Se determinate sostanze PFAS sono state utilizzate per la loro capacità di respingere grassi, oli o umidità, potrebbe sembrare che eliminarle significhi rinunciare a queste prestazioni. Ma anche il packaging evolve. Oggi esistono altre tecnologie, materiali e soluzioni barriera progettate per offrire le prestazioni necessarie per diversi alimenti senza dipendere dagli stessi trattamenti utilizzati tradizionalmente.

Questo non significa che tutti gli imballaggi senza PFAS abbiano le stesse proprietà. Una scatola per hamburger, una vaschetta per zuppa, un bowl per insalata o un involucro per alimenti fritti hanno esigenze diverse. Per questo motivo, resta fondamentale verificare le caratteristiche specifiche di ogni prodotto: resistenza ai grassi, contatto con i liquidi, temperatura di utilizzo, idoneità al microonde, al forno o al congelamento, quando necessario.

La chiave non sta unicamente nell’eliminare una sostanza.

Cosa cambia per ristoranti e attività di cibo da asporto?

Probabilmente, dalla cucina, il cambiamento sarà quasi invisibile. L’ordine continuerà a essere preparato nello stesso modo e il cliente continuerà ad aspettarsi che il cibo arrivi correttamente presentato e protetto. Ma dietro l’imballaggio stanno avvenendo dei cambiamenti.

La nuova normativa sta facendo sì che la composizione dei materiali acquisisca sempre maggiore importanza, e che produttori e distributori debbano prestare maggiore attenzione alle informazioni che accompagnano ogni prodotto. Per il settore della ristorazione, dell’ospitalità e del take away, questo significa disporre di maggiori informazioni al momento di scegliere il packaging.

Non conta solo ciò che un imballaggio contiene. Sta diventando sempre più importante anche ciò che non contiene.

Anche gli imballaggi che già conosci si evolvono

In Monouso continuiamo a integrare progressivamente prodotti la cui composizione è stata riformulata per adattarsi alle nuove esigenze del packaging alimentare. Non parliamo di nuove referenze, ma di prodotti che fanno già parte del nostro catalogo e che i produttori stanno ora realizzando con una formula migliorata, senza PFAS aggiunti intenzionalmente.

Questo cambiamento avviene in modo graduale, quindi le nuove unità arriveranno poco a poco, man mano che lo stock precedente verrà sostituito da prodotti realizzati con la nuova composizione.

Il formato, il design e l’applicazione di questi imballaggi rimangono invariati.

Ciò che cambia è la loro composizione, che evolve per adattarsi a una nuova fase del packaging alimentare e alle esigenze stabilite dalla normativa europea.

La nuova normativa va ben oltre i PFAS

I limiti che iniziano ad applicarsi ad agosto sono solo una parte di una trasformazione molto più ampia. Il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi prevede misure che verranno applicate progressivamente nei prossimi anni, con obiettivi legati a riciclabilità, riduzione degli imballaggi non necessari, riutilizzo, etichettatura e utilizzo di determinati materiali.

L’OCU sottolinea inoltre questo carattere progressivo: alcuni cambiamenti iniziano nel 2026, mentre altri arriveranno nel 2027, 2028 e negli anni successivi. Quello che stiamo vedendo ora non è quindi un cambiamento isolato, ma fa parte di un’evoluzione più ampia del packaging europeo.

Il futuro del packaging passa anche dalla sua composizione

Per molto tempo abbiamo scelto un imballaggio considerando principalmente aspetti visibili: le dimensioni, il design, la resistenza o la capacità. Tutti questi elementi continuano a essere fondamentali, ma disponiamo sempre di più informazioni su ciò che non vediamo: materiali, trattamenti, certificazioni e composizione.

La nuova normativa europea riporta ancora una volta questa questione al centro dell’attenzione. E per un settore come quello della ristorazione, dove il packaging fa parte del servizio quotidiano, essere informati aiuta ad anticipare i cambiamenti e a scegliere ogni soluzione con maggiore consapevolezza.

Perché a volte evolvere non significa aggiungere qualcosa di nuovo. Significa proprio ciò che scegliamo di lasciare fuori.

3 punti chiave per comprendere i PFAS 📌

Tutti gli imballaggi in carta e cartone contengono PFAS?

No. Il fatto che un imballaggio sia realizzato in carta o cartone non significa automaticamente che contenga queste sostanze.

La loro presenza dipende dai materiali, dai trattamenti e dalle barriere utilizzati durante la produzione di ogni prodotto. Per questo motivo, è importante consultare sempre le caratteristiche specifiche di ogni referenza.

Cosa succede ai prodotti che utilizzavamo già?

In molti casi, il prodotto rimane lo stesso per formato, design e applicazione, ma cambia la sua composizione. I produttori stanno riformulando progressivamente determinati imballaggi per adattarli alle nuove esigenze del packaging alimentare e produrli senza PFAS aggiunti intenzionalmente.

Per questo motivo, per un certo periodo potranno coesistere unità dello stock precedente e altre già realizzate con la nuova composizione, che arriveranno progressivamente man mano che le scorte verranno rinnovate.

Cosa devo considerare quando scelgo un imballaggio?

L’assenza di PFAS aggiunti è una caratteristica sempre più rilevante, ma non dovrebbe essere l’unico criterio di scelta. È importante considerare anche il tipo di alimento, la capacità, le dimensioni, il materiale, la resistenza ai grassi o ai liquidi e le temperature di utilizzo, oltre a verificare se il prodotto è adatto al microonde, al forno o al congelamento quando necessario.

Ogni alimento e ogni servizio hanno esigenze diverse, quindi scegliere il packaging adeguato continua a essere fondamentale per garantire una buona esperienza.

Un cambiamento che arriverà poco a poco 🌱

L’adattamento a questa nuova realtà del packaging non avviene da un giorno all’altro. I produttori stanno introducendo le nuove formulazioni in modo progressivo, e in Monouso riceveremo questi prodotti man mano che lo stock realizzato con la composizione precedente verrà sostituito.

Questo significa che referenze che già conosci possono iniziare ad arrivare con una composizione riformulata, mantenendo i formati e le applicazioni abituali. Un cambiamento che può non essere visibile a prima vista, ma che fa parte dell’evoluzione che sta interessando attualmente il settore degli imballaggi alimentari.

Il packaging cambia, anche se non sempre si vede

Quando pensiamo all’evoluzione di un imballaggio, tendiamo a immaginare nuovi formati, design o materiali. Ma alcuni dei cambiamenti più importanti riguardano proprio ciò che non possiamo vedere a prima vista. La composizione degli imballaggi sta acquisendo sempre maggiore importanza e la nuova normativa europea sta accelerando questa trasformazione in tutto il settore.

In Monouso continueremo ad aggiornare i nostri prodotti man mano che arriveranno le nuove produzioni, affinché tu possa identificare facilmente quali soluzioni incorporano questa composizione rinnovata. Perché far evolvere il packaging non significa sempre cambiarne l’aspetto: a volte, il cambiamento più importante risiede proprio in ciò che scegliamo di lasciare fuori.

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